lunedì 2 febbraio 2009

panic

In questo periodo di spensieratezza, spesso mi ritrovo a ricordare. Ricordi felici, ricordi tristi che ormai non fanno più male (e magari ci scappa anche un sorriso)... Insomma, ricordi, tanti. E riguardarli nella mia mente con più razionalità, col senno di poi. Guardarli e dirsi: "ma come faceva quel tipo a piacermi?" oppure "come ho fatto a fare una cosa del genere?!". E' divertente. Mi rivedo nel compiere azioni, nel dire parole e sorrido, sorrido della mia goffaggine in certe situazioni, della mia timidezza alternata da momenti di follia pura. E sorrido nel ripensare a tutto ciò.
La cosa più bella è giungere a darsi una spiegazione su tante cose, perchè ormai sto crescendo, non sono più una bambina. Ma... scoprire che tante altre cose sono ancora del tutto oscure e che non sono più una bambina, ma ancora tanto ragazzina. :P
Per esempio, quando mi metto con un ragazzo, il giorno dopo scatta il panico. E' sempre successo, dal primo all'ultimo ragazzo che ho avuto, non se ne salva uno! Che vuol dire "panico"? Eheh, ve l'ho detto che sono complicata. :p Praticamente, un giorno mi metto con un ragazzo, magari dopo che sono stata giorni e giorni a pensare solo a lui, ed il giorno dopo... panico totale! Inizio a fare un elenco di tutti i difetti e motivi per lasciarlo. "Non mi piace questo, non mi piace quest'altro, il modo così, il modo colà"... qualsiasi cosa!!! Che magari, poi, superato questo momento, sono anche cose che mi hanno fatto cadere ai piedi di quella persona. Ma il primo giorno è tremendo!
La prima volta che mi è successo... era una situazione tutta nuova per me, non sapevo sarebbe stata una routine. E così, il povero mal capitato... l'ho lasciato dopo 22 ore!!! Non lo dimenticherò mai. Poverino! Si chiamava Mauro. Il secondo è durato un pò di più... 3 giorni! E pensare che lo considero il grande amore della mia vita... ma all'inizio non ho saputo proprio gestire il panico... :p Il terzo ragazzo... 2 settimane. Poi però siamo tornati insieme ed è durata 1 anno e mezzo ("mezzo"... sì, il tempo per prendere coraggio e lasciarlo! :p). Insomma, pian pianino sono andata migliorando. Ma questo "panico" (lo definisco così) c'è sempre!!! Ed il primo giorno che sto con un ragazzo... è sempre abbastanza difficile. :D Che matta che sono!
Per non parlare poi del cliché imposto dalla società di festeggiare i mesiversari e gli anniversari (non sono mai andata oltre il primo...). Una tragedia per me!!! Ci sono stati 3 ragazzi con i quali sono arrivata ad un anno... ed i pochi mesi successivi sono praticamente serviti a lasciarli. "1 anno... O-MIO-DIO!". Queste le fatidiche parole che si stampavano nella mia mente nei momenti in cui restavo sola con me stessa. Non perchè con quel ragazzo ci stessi male... aspetta, forse sì, tranne con Luca. Con lui ho passato davvero un anno bellissimo e stando con lui ero felice di festeggiare il nostro anniversario. Ma appena restavo sola... panico! "1 anno... ma è tantissimo!!!"... Che poi... tanto per che cosa? Mica lo so! Ma a me scatta una paura dentro, che non so spiegare e non so gestire...
Quanto sono buffa... immaginatemi... e sono sicura che un sorriso si allargherà sul vostro volto.
That's all folk!

Ps se qualche psicologo/psichiatra è di passaggio su questo blog... sono ben accette spiegazioni riguardo a questi comportamenti! :p

giovedì 29 gennaio 2009

blog's b-day


AUGURI, BLOG!!!!

E' già passato un anno da quando mi è venuta l'idea di creare questo piccolo angolo di sfogo, dove poter scrivere e raccontare qualsiasi cosa mi passi per la testa.
Non pensavo mi avrebbe appassionato tanto avere un blog tutto mio... ed invece...
ormai è la mia piccola "creatura"... ^^
1 anno... :D

mercoledì 28 gennaio 2009

cogito ergo...

... rum!!! Il motto di chi non è ancora abbastanza ubriaco. (cit.) :P
Che poi, scritto da me... è tutto dire, visto che sono astemia. :P Eppure... una volta anch'io mi sono ubriacata. Quando? No, no, la domanda giusta da fare è: come? :P
Era verso la fine del primo anno di università. La mattina ero andata a lezione. Tornata a casa, trovai porta e finestre della mia camera spalancate. Probabilmente Loretta aveva aperto per far cambiare aria. Chiusi tutto, mi sedetti alla scrivania e mi mesi a studiare. Dopo un pò comincai a sentire la testa che mi girava. "Che succede?" - pensai - "Magari sono un pò stanca...". Ma com'è che vedevo la camera girarmi attorno come una giostra? Pian piano mi spostai sul letto e mi stesi, non riuscendo a capire cosa mi stesse succedendo. Ma questi ragionamenti così razionali presto mi abbandonarono.
In quel momento suonarono alla porta ed andò ad aprire Loretta. Era Luca che veniva a studiare da me. Appena entrò in camera... mi trovò che ridevo, ridevo come una matta, ancora stesa sul letto.
"Che c'è? Che ridi?"
Tra una risata e l'altra riuscii a rispondere: "Non lo so!"
Perplesso, Luca mi chiese: "Come non lo sai?!"
"Non lo so! Rido, ma non so davvero perchè! Però gira tutto!" - e continuai a sbellicarmi. Anche Luca iniziò a ridere (sfido a restare impassibili di fronte ad una scena del genere!). Poi disse: "Te sei ubriaca!"
"Che stai dicendo? Ma se non ho bevuto!" -risposi, riacquistando lentamente lucidità.
Pian piano mi calmai, la stanza aveva smesso finalmente di girare.
Poco dopo andammo a pranzo. A tavola Loretta mi disse: "Prima ho pulito la tua camera." - ed in quel momento una lampadina si accese.
"Come l'hai pulita?" - chiesi.
"Acqua ed alcol. Come sempre."
Luca ed io ci guardammo e scoppiammo a ridere. Ecco, adesso era tutto chiaro: mi ero respirata i vapori dell'alcol evaporato. E ci credo che mi ero ubriacata!!! :P
Ammettelo, cari lettori: storie tanto assurde le trovate solo su questo blog. ;P

happiness

Finalmente, dopo tanto tempo in cui ho rimandato questo momento non sapendo cosa dire, posso rispondere alla fatidica domanda: sono felice? SI!!! E questa risposta arriva dal profondo di me stessa. Dopo un'attenta introspezione, posso affermarlo con certezza e sincerità: sono felice! :D
Perchè tanta felicità? E' successo qualcosa di particolare? Apparentemente no. Eppure... qualcosa dentro di me è cambiato.
La vita universitaria procede bene. Le ore di lezione sembrano volare: mi siedo al mio posto ed ascolto, completamente concentrata sulla lezione, pendendo dalle labbra del prof, senza altri pensieri, come forse non mi è mai capitato. Tra poco inizierà il periodo di fuoco ed anche questa volta l'agitazione non manca (con tutte le conseguenze che ne derivano). Ma credo che, impegnandomi, possa farcela. C'è questa nuova fiducia in me stessa che mi fa essere più serena, mi dà la carica, la voglia di fare, non solo in campo universitario.
Ho voglia di visitare Roma in lungo ed in largo. Questo è il terzo anno che sono qui... troppo a lungo ho frenato la mia parte turistica e viaggiatrice. Voglio visitare musei e parchi, andare a teatro, fare foto, passeggiate... vivere questa città, perdermi nelle sue strade. E scrivere, scrivere di Roma, raccontarla come la vedo io. Scrivere di tutto, storie reali o inventate, scrivere. :D
Ho così tanta voglia di fare che la sera la stanchezza stenta ad arrivare, nonostante le poche ore di sonno che ormai dormo a notte. Mi sembra quasi tempo sprecato dormire... potrei fare così tante altre cose in quel tempo... :P
Mi sto godendo le mie amicizie. All'università ho dei compagni fantastici con i quali è sempre un piacere trascorre il tempo, tra una lezione e l'altra, davanti ad un caffè o seduti a mensa, cercando un'aula per studiare o vagando per la Sapienza. Anche per questo la mattina mi pesa di meno alzarmi per andare a lezione. Vedere i soliti visi ed esserne felice, scambiarsi un sorriso o qualche parola per i corridoi dell'ormai così familiare edificio di Fisica. E poi ci sono anche gli amici non universitari, che vedo molto poco (purtroppo), ma ai quali penso spesso. Ogni tanto ci scappa una partitella di volley ed è sempre una bella sensazione rivederli tutti insieme, divertenti ed un pò svitati come al solito. ^^
Lo scorso sabato sono tornata a Pescara. E mi sono ritrovata a sorridere sul pullman, tornando a casa. Da quanto tempo non provavo questa gioia di tornare a casa? Pescara... mi è sempre stata stretta, eppure sono stata felice di farmi accogliere dalle sue braccia, ripensando che alla fine ci ho vissuto 18 anni e... non sono uscita tanto male. ;) E sorridere nel trovare il sorriso di mia madre mentre mi apre la porta di casa, sorpresa, non sapendo sarei tornata a casa. Sorridere nel vedere lo sguardo di mio padre illuminarsi vedendomi. Sorridere nell'udire la voce di Maurizio sbalordita nel sentirmi rispondere al telefono di casa ("E te che ci fai qui?!). :P Andare a trovare i nonni e trattenermi da loro per una lunga chiacchierata con la mia nonna romana. Sorridere della gioia dei miei animaletti ed in particolare del mio Pepo: guardarlo seguirmi come un'ombra per paura di perdermi, per godersi il più possibile questo mio improvviso ritorno. E ritornare a Roma con un pò di nostalgia vedendo gli sguardi mesti salutarmi, non sapendo quando tornerò. E sorridere.
Ma tutta questa felicità, da cosa deriva? La risposta è semplice: finalmente ho la mente sgombra, libera. Non penso a nessuno. Non c'è nessun ragazzo che occupa i miei pensieri. Sono totalemente spensierata. Mai ho vissuto un periodo così da quando ho avuto il primo ragazzo. La mia mente, in qualche modo, era sempre presa da qualcuno. Ora no, non c'è nessuno. E mi godo questa spensieratezza, questa serenità, questa tranquillità. Mi godo la solitudine, mi godo la musica del battito regolare del mio cuore. Sì, il 2008 è davvero finito. Ma del resto... è solo un numero. ^^
Mi sento leggera, avverto la gioia sprizzare da tutti i pori, l'entusiasmo esplodere dentro di me. Riesco a vedere i così tanti colori della vita. Ed ogni tanto mi chiedo se gli altri si accorgono del mio stato d'animo, se riescono a scorgere, guardandomi, quest'aura di serenità dalla quale mi sento circondata. Mi chiedo: "Riescono a vedermi librare nell'aria?".
Perchè... io posso volare. :D

domenica 25 gennaio 2009

coincidenze

Spesso mi fermo a riflettere sulle coincidenze attraverso le quali la vita ama sorprenderci. Ce ne sono state tante nella mia vita, positive e negative, volute e non volute, ma questa che sto per raccontarvi è davvero assurda!
In questo periodo sto scrivendo un racconto serio. Che vuol dire serio? Che non è uno dei miei soliti racconti, in cui i personaggi quasi non esistono, sono praticamente incorporei, vivono storie astratte. Questo racconto che sto scrivendo invece vuole essere realistico. Chissà cosa ci uscirà...
Fatta questa premessa, vi racconto quello che è successo.
Alle 19.30 ho preso il pullman per tornare a Roma. Subito dopo che è partito, sarà stato il caldo, sarà stata la stanchezza, sta di fatto che mi sono abbioccata. Accanto a me non c'era nessuno. Quando ho riaperto gli occhi, avevamo da poco imboccato l'autostrada. Il pullman aveva già fatto l'usuale fermata a Chieti e si era riempito. Anche accanto a me, il posto era stato occupato. Mi giro per vedere chi era il mio "compagno di viaggio" e... OH MIO DIO!!!! Non riuscivo a credere ai miei occhi!!! Il ragazzo che sedeva accanto a me era esattamente il protagonista del mio racconto, così come lo avevo immaginato. Come diavolo era possibile?!?! Dall'immaginazione... alla realtà! Lì, accanto a me!!!! Che storia!!! Avrei voluto chiedergli il nome... pensate se coincideva col nome che ho dato al mio personaggio. Ma non l'ho fatto... per timidezza. ^^

giovedì 15 gennaio 2009

hope

La speranza.
La quintessenziale illusione umana
e al tempo stesso
la fonte della vostra massima forza
e
della vostra massima debolezza.
L'Architetto    
Matrix Reloaded     

cuore in me

cuore in me
che sei così spezzato
cuore in me
che il corpo ha dilaniato
e separato in due
due donne sono tue
tu due metà


cuore in me
diviso tra due visi
cuore in me
tu che desideri
prendi e non sai se c'è
in te più colpa o più
felicità


con una al sole
con l'altra di nascosto
una è amore
e l'altra è sangue al cuore
una è sempre
come l'eternità
con l'altra il tempo è niente
è vanità


cuore in me
tu sei diviso in due
cuori che
sono due muscoli
che mi conoscono
sono schiacciato
ma la forza è mia


cuore in me
ti senti lacerato
cuore in me
che ami perchè sei
amato tu lo sai
l'amore è farlo e tu
quindi lo fai


con una in cielo
con l'altra nell'inferno
una è miele
e l'altra è un dolce fiele
una ascolta
le mie promesse al vento
e l'altra come mento
e le sconfesso


cuore in me
amato ma spezzato
cuore in me
l'amore t'ha chiamato
e tu ti spacchi in due
due donne sono tue
tu cosa sei?


cuore in me
osceno più del sesso
cuore in me
per le due donne che
ami e non sai se c'è
in te più colpa o più
felicità


cuore che
cuore sei?


cuore in me
che sei così spezzato
cuore in me
che il corpo ha dilaniato
e separato in due
due donne sono tue
tu due metà


cuore che
cuore sei?
cuore in me


Febo     

Riccardo Cocciante, Serge Perathoner