domenica 27 febbraio 2011

is just a coincidence?

Ieri sera, subito dopo cena son rimasta a chiacchierare con il compagno di Mommo del più e del meno con la tv in sottofondo. Stavamo discorrendo circa gli spot pubblicitari, quali sono quelli che secondo noi funzionano e quali no, come viene pensata una pubblicità e cose simili. Finiamo a parlare di compagnie telefoniche e della Tim in particolare, pensando entrambi che la pubblicità con la Belen non funziona, attirando la Belen solo un pubblico molto ristretto, e quindi non era ben pensata per rappresentare una compagnia telefonica.
Restando sul tema telefonia, Maurizio mi ha detto qualcosa che mi ha lasciato di stucco:
"Ma lo sai che la Vodafone ha lo stesso identico logo che compare nel simbolo del Ku Klux Klan?"
Maurizio lo stimo e ho subito creduto alle sue parole sapendo che non era una presa in giro, ma poiché credo di discendere direttamente da San Tommaso, mi son fiondata al computer e ho aperto il mio fidatissimo Google.
O-MIO-DIO, è proprio vero! E non solo...
Infatti, io non ci avevo mai fatto caso a questo particolare in quanto non avevo presente il simbolo del KKK, ma altre persone si era già accorte della cosa e ne avevano discusso in vari forum sparsi nell'etere. E ho scoperto che anche la 3 ha la goccia di sangue del KKK camuffata nel proprio logo.
Guardate con i vostri occhi:


Semplice coincidenza?
La faccendo è veramente molto inquietante...
Dopo questa scoperta, sono ancor più felice di essere una cliente della Wind!

sabato 12 febbraio 2011

The Spirit


Giovedì sera ero a casa e in tv hanno trasmesso The Spirit, che era nella lista dei film che prima o poi vorrei vedere. Così, ne ho approfittato: alle ore 21, inforcati gli occhiali, indossata una comoda tuta, presa una morbida coperta, ero in postazione d'ozio totale sul mio letto.
Frank Miller è grande! Quel suo stile, in cui pare di vedere una pellicola a fumetti piuttosto che un film, lo trovo stupendo. Miller non delude, anche se... la storia mi sembrava piuttosto banale, anche un po' vuota. Dato che considero Miller un genio, mi son chiesta quale fosse il suo obiettivo per questo film. Così, armatami di computer, mi sono affidata a Google, dove ho trovato questa bella recensione di Andrea D'Addio pubblicata il 22/12/2008.

Miller si sbizzarrisce nei richiami ad altre opere cinematografiche, nel costruire attorno al suo protagonista una sorta di manifesto pop non solo del concetto di supereroe, ma anche del cinema stesso.
“Datemi subito una cravatta. E fate in modo che sia rossa!”. Quando quello che dovrebbe essere un supereroe esclama, dopo poco più di mezz’ora, una frase così leggera e allo stesso tempo così intrinsecamente legata a quell’attenzione per l’estetica che sta facendo diventare i vari Spiderman & Co. più che delle leggende delle vere e proprie icone di stile (non a caso a New York lo scorso maggio vi è stata una mostra su questa falsariga), è chiaro che ciò che si sta guardando è qualcosa di diverso dalle solite pellicole sui boyscout mascherati.
Qui The Spirit non è una riproposizione audio e video dei disegni e delle storie di Will Eisner (che lo ha creato nel 1940), ma un personaggio che di quelle pagine riprende sì il look, i nomi dei cattivi e la rappresentazione della città, e cioè la parte più superficiale, quella legata all’occhio, ma esagera tutto il resto, a partire dall’ironia.
Se The Spirit aveva come punto di riferimento, a volte anche in maniera sarcastica, i detectives delle storie di Raymond Chandler, qui Miller si sbizzarrisce nei richiami ad altre opere cinematografiche (grottesca quella di “Il maratoneta”), nel costruire attorno al suo protagonista una sorta di manifesto pop non solo del concetto di supereroe, ma anche del cinema stesso.
Non siamo assolutamente dalle parti delle cupe atmosfere di Sin City e 300 (mondi che Miller ha inventato quando si limitava al fumetto), tutto è volutamente sopra le righe, comico nel suo essere smaccatamente frutto di una ricerca prima di tutto estetica e solo in secondo luogo contenutistica. Non c’è sovrastruttura narrativa, il buono nasce per combattere un cattivo che: a) vuole dominare il mondo, b) rivela i suoi piani all’eroe quando pensa di essere ormai vicino alla vittoria (ma logicamente si sbaglia) e c) dice frasi del tipo “noi due in fondo siamo uguali”. Insomma ricalca fedelmente qualsiasi stereotipo per diventarne il ridicolo emblema e strappare sorrisi.
Frank Miller pare aver riversato nel suo eroe tutte le sue passioni. Dall’amore per la città a quello per le belle donne, passando per l’attenzione ai capi firmati (chi scrive ha avuto modo di intervistarlo tempo fa. Alla domanda sul se seguisse la moda, Miller rispose: “Mi piace così tanto che per Sin City finii col vestire delle prostitute che guadagnano mille dollari al mese con dei Versace che costano più di diecimila dollari”).
The Spirit va così visto come una sorta di film comico, una festa di continue invenzioni visive che strizzano l’occhio al cinefilo, ma forse non agli amanti dell’originale The Spirit, un lavoro originale e apprezzabile per il suo tentativo di cercare un proprio linguaggio (di Sin City si può dire, ad esempio, che sia quasi ricalcato sulla graphic novel), memore della lezione di Eisner, ma non per questo succube del genio del suo inventore.

Confermo: Frank Miller è geniale!

sabato 5 febbraio 2011

il mio sorriso

Come ogni donna, anch'io ho qualche bell'insano complesso sul mio aspetto fisico. Nonostante non bado molto alla mia immagine (basta infatti guardare il mio style: vestita in modo molto casual; raramente con un filo di trucco, preferisco essere acqua e sapone)... Nonostante ciò, sono molte le cose che non mi piacciono di me, ma non faccio nulla per mascherarle.
Però, per fortuna, qualcosina la salvo. Alla (breve) lista delle cose che apprezzo di me stessa, ultimamente si è aggiunto il mio sorriso.
Non so il momento esatto in cui c'è stato questo cambiamento. Infatti, il mio sorriso non mi è mai piaciuto particolarmente. Anzi, per un certo periodo quasi non lo sopportavo: mi guardavo nelle foto e provavo un senso di... disgusto...? No, disgusto è esagerato... un senso di insoddisfazione, diciamo così. Tuttavia, questo non mi ha mai frenato dal sorridere: l'atto di sorridere mi piace molto, aldilà di quello che penso del mio sorriso.
Ad ogni modo, alcuni settimane fa mi sono accorta che qualcosa era cambiato...
Ero in bagno a lavarmi le mani. Mi sentivo felice per alcuni motivi che non starò qui a raccontarvi e, mentre mi insaponavo le mani, mi sono guardata allo specchio sorridendo. Ed in quel momento ho pensato: "Però, ho un bel sorriso." E subito dopo: "Hey, momento... da quando mi piace il mio sorriso?".
La mia reazione a questi pensieri?
Un sorriso. :D

sabato 29 gennaio 2011

e sono 3!


3 anni sono passati... il mio piccolo blog si fa grande! :)


Certo... ultimamente è un bloggetto un po' trascurato dalla madre...
Ma non temete, miei cari lettori, tornerò presto a scrivere boiate nella rete. :p
Ho tante cose da dire, da scrivere... ma in questo periodo non ho la testa per mettermi su a riordinare le idee e scriverle in modo sensato (altrimenti leggereste solo i farneticamenti di una pazza!). :p

Per ora è tutto.

AUGURI, BLOG!

giovedì 18 novembre 2010

l'insostenibile leggerezza dell'essere

Ho appena finito di leggere l'omonimo libro scritto da Milan Kundera.
Ci ho messo una vita a finirlo di leggere e di solito accade quando un libro non mi piace. In realtà, l'ho trovato un bel libro, ma semplicemente non ero in vena di questo genere. Infatti, è un periodo in cui ho voglia di evadere dalla realtà (è per questo ora mi ributterò nel tunnel del fantasy!). :)
Nonostante ciò, come ho scritto, l'ho trovato un bel libro. Bello, perché è un libro che induce a pensare, che fa riflettere il lettore anche su cose piccole, su cui spesso magari non ci soffermiamo a pensare. E' un libro pieno di belle riflessioni sull'amore e sulla vita in genere.
Molte frasi me le sono annotate perché davvero molto belle. Vi lascio con quella che più mi ha colpita.

E' un buio puro, perfetto, senza pensieri e senza visioni, è un buio senza fine, senza confini, è il buio dell'infinito che ciascuno di noi porta dentro di sé. (Sì, se si cerca l'infinito, basta chiudere gli occhi!).

martedì 16 novembre 2010

jokes

Qualche tempo fa mi è ritornato alla mente un episodio divertente della mia vita e ho deciso di annotarlo qui.
Facciamo una breve premessa. Sono una tipa molto riflessiva e sensibile, a cui piace fare discorsi profondi, seri ed impegnati. Ma proprio per questo, a volte ho bisogno di staccare da questa serietà e prendere la vita con leggerezza. Per questo mi piace ironizzare su tutto e tutti, a cominciare da me stessa. E mi piace ridere, ridere di gusto. Adoro divertirmi in molti modi. Tra cui, facendo scherzi agli amici...
Come tutte le mie idee folli, prima passano fugaci nella mia testa. Poi, per qualche motivo a me oscuro, le ripesco, ci rifletto un po' su e mi dico: "perché no?" e comincio ad attuare il mio piano diabolico. Fu così che nel Febbraio 2005 escogitai un piccolo scherzo da fare alla mia cara amica Claudia.
Durante il quarto liceo Claudia ed io eravamo amiche inseparabili. Bei tempi! Ci divertivamo un sacco insieme. :) Uno dei nostri passatempi era affibbiare strani nickname ai ragazzi della scuola, per eventuali parlate in codice tra me e lei. Che matte!
In quel periodo frequentavamo un gruppo di ragazzi della nostra scuola, tra cui c'era F. che faceva il filo a Claudia. Una volta F., parlando con noi di non ricordo che, se ne era uscito con un "Porca miseria" detto in modo buffo. Da allora, Claudia ed io lo avevamo etichettato con "Porca miseria". (Perfide!!!) :p
Dunque, arriviamo a Febbraio. Appena inizia questo mese, i mass media cominciano a bombardare la popolazione di pubblicità riguardanti il San Valentino che si avvicina. Nulla togliere a chi festeggia il San Valentino, ma io personalmente l'ho sempre trovata una festa veramente idiota: è, per me, l'apoteosi del consumismo e la morte del romanticismo. Ma lasciamo stare le mie riflessioni sul San Valentino ed andiamo avanti. ^_^
Dunque, San Valentino si avvicinava. E la parte matta di me ha pensato bene di vivere, almeno per quell'anno, tale festa in modo indimenticabile. La vittima designata per lo scherzo era ovviamente la mia amica Claudia. :p
Insomma, che ho fatto? Il 14 Febbraio le ho fatto recapitare a casa una piantina carina con affisso un biglietto, in cui, alla fine di tante smielature, scrivevo a caratteri cubitali "Porca miseria", per darle un piccolo indizio, e non apportavo nessuna firma (o forse avevo firmato con F., ma non ricordo). La pianta, a detta del fioraio, sarebbe stata recapitata intorno all'ora di pranzo. Quindi, di lì a poco mi aspettavo una telefonata da parte di Claudia. Ed infatti...
Riiiiiiiing. Rispose Mommo e disse: "Claudia, è per te. E' Claudia!"
Già mi veniva da ridere...
"Pronto?"
"Claudia...?" - il tono interrogativo e la frase in sospeso facevano capire bene cosa intendeva. Il significato era: "Claudia, c'entri qualcosa con una piantina che mi è arrivata a casa?"
Non ho resistito e sono scoppiata a ridere.
"Sei una maledetta!!! Lo sapevo che c'entravi qualcosa!!!".
E' stato troppo divertente. E' stata al telefono prima ad insultarmi (ovviamente in modo amichevole) e poi a raccontarmi: la piantina che arrivava a casa; i genitori e la sorella che la tempestavano di domande per sapere da  parte di chi fosse; lei che per un attimo credeva che davvero F. le avesse mandato quella piantina, ma poi rifletteva su quel sospettosissimo "Porca miseria".
Memorabile, il più divertente San Valentino della mia vita. :)
Grazie mille, Claudia. ;)

lunedì 15 novembre 2010

invisible me

Buongiorno!
Dopo aver abbandonato per un mese questo povero blog, direi che è giunto ormai il momento di aggiornarlo. Anche perché, siamo sinceri: uno arriva qui, magari per sbaglio, mentre navigava per la rete, e si ritrova davanti la canzone dei Lunapop. L'ho postata perché mi piace, ovvio, ma... i Lunapop?!... Andiamo avanti, va. :p
Come meglio imbrattare le pagine della rete se non svelandovi alcuni miei trip mentali? :p
Invisible me... tipo "Cattivissimo me", il nuovo cartoon che è nelle sale (che poi, c'è ancora? Boh! Non l'ho neanche visto...).
Dicevo: invisible me... cioè? Ora ci arrivo, 'n'attimo! :p
Ogni tanto mi fermo a rifletterci: io non sono quel tipo di ragazza che mozza il fiato, ne sono consapevole. Non sono una ragazza che quando passa in mezzo alla gente, i ragazzi la squadrano dalla testa ai piedi con gli occhi di fuori e le ragazze la invidiano, nulla di tutto ciò.
Sono convinta di passare inosservata. Sono invisibile, appunto.
E questo mi sta anche bene. Nel senso, alla fine sono io stessa che preferisco così, anche se, lo ammetto, da donna quale sono, mi piacerebbe conoscere, giusto ogni tanto, la sensazione di sentirsi una strafiga. Però, in linea di massima, preferisco le cose come sono attualmente e come lo sono da sempre. Non sono a mio agio quando mi sento gli occhi addosso. E' il motivo per cui il mio modo di vestire è molto casual e sobrio: jeans, magliette mai scollate, scarpe sportive. Non voglio attirare sguardi. :)
Preferisco essere invisibile.
Finora ho parlato di invisibilità fisica, diciamo così.
Ma chi è che vuole passare totalmente invisibile? Io no.
E allora, rifletto, penso, ripenso e mi chiedo: ma quanto sono invisibile a livello emotivo? Quanto lascio di me nella vita degli altri? E questo non mi è dato saperlo.
Quello che so è che mi piacerebbe lasciare un pezzetto di me nella vita di tutti quelli che incontro nel mio percorso su questo pianeta. Un pezzetto anche piccolo piccolo, ma che quelle persone custodiscano gelosamente.
Da questo punto di vista, no, non vorrei essere invisibile, né visibile in senso negativo, non so se mi spiego.
Eppure, ripensando a persone perse di vista, ci son giorni in cui mi sento invisibile, completamente...
Sarà così? Chissà...